Piazza del Plebiscito

Piazza del Plebiscito, 1 – 80132 Napoli - Napoli
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Informazioni generali

Piazza Plebiscito è la piazza per antonomasia per i Napoletani. E' ubicata nel cuore della città, attorno alla piazza si affacciano edifici importanti quali la Basilica di San Francesco di Paola, il Palazzo Reale, il Palazzo della Prefettura e il Palazzo Salerno. Oggi è una delle mete fisse dei turisti, completamente pedonalizzata, si presta spesso ad ospitare manifestazioni di massa o concerti. Inizialmente giungevano fino a questo spiazzato, che non era nient'altro che uno slargo parecchio irregolare, le mura dell'antica Palepoli, andate poi distrutte a fine XIV secolo per la costruzione di vari conventi e monasteri. Il primo di questi fu quello di S. Croce, dove si diceva era sepolto il piccolo Carlo Martello. Di fronte a questo convento ne sorse un altro, dedicato allo Spirito Santo. Attorno a questo monastero si andarono poi ad agglomerare case che formarono quello che poi venne chiamato Borgo del Santo Spirito. Nel 1482 giunse a Napoli un monaco la cui santità si era diffusa rapidamente dovunque, era San Francesco di Paola, che espresse il desiderio di costruire, proprio nel largo di Santo Spirito, un suo convento. Il convento fu dedicato a San Giovanni, ma fu chiamato dell'Orto dei S.. Luigi e Martinello. Nel 1500 con l'inizio del viceregno spagnolo occorreva una reggia per il vicerè, fu così costruito il Palazzo Vecchio. Nel 1600, a distanza di un secolo, venne poi costruito il Palazzo Reale, firmato dall'architetto reale Domenico Fontana, detto Nuovo per distinguerlo dal Palazzo Vecchio. La piazza nel 1602, a Palazzo Reale costruito, cambiò completamente volto ed abitudini, e prese il nome di largo di Palazzo. Nella piazza furono celebrate da allora numerose feste popolari e giochi di soldati. Famosa era la Cuccagna, con cui si poneva fine ai giochi e alle feste popolari. Essa consisteva in una riproduzione in cartapesta e legno di una collina, un castello, una villa, un galeone o altro, tutto ripieno di ogni sorta di cibarie e viveri (compresi animali vivi) e che dopo lo scoccare delle 22, con due colpi di cannone, si dava il via all'assalto del popolo partecipante, alla ricerca di arraffare quanta più roba possibile. La piazza fu anche teatro di lotte per la libertà del popolo napoletano. Nel 1647 il duca d'Arcos, inseguito dai lazzari di Masaniello, si salvò prendendo rifugio nel convento di S.Luigi, salvandosi disperdendo monete d'oro durante la fuga. Un colpo di fucile in piazza, inoltre, non si sa da chi sparato, diede inizio al massacro del 15 maggio 1848. Nel XVIII secolo la Reggia diventò pericolante, e l'architetto Luigi Vanvitelli potenziò il fabbricato, rimmodernandolo e conferendogli allo stesso tempo una certa eleganza. Costruì sulla sua facciata anche otto nicchie dove dal 1888 saranno esposte tutte le statue dei re di Napoli (Ruggero il Normanno, Federico II, Carlo d'Angiò, Alfonso d'Aragona, Carlo V, Carlo III, Gioacchino Murat, Vittorio Emanuele II). Solo con l'arrivo di Carlo III però il Palazzo Reale divenne una vera reggia nobiliare, con arredamenti ed opere d'arte all'altezza. Nel 1837 gli appartamenti reali verso Castel Nuovo furono distrutti da un grande incendio, e Ferdinando II ordinò di rifare tutta l'ala destra ed abbattere il Palazzo Vecchio. Fu ultimato anche l'antico progetto del Foro Murat dove Ferdinando IV decise di costruire al centro del portico una chiesa, promessa nel caso avesse riavuto il trono come così accadde. E' così che nacque la chiesa di S. Francesco di Paola. Due palazzi completarono la piazza, si tratta del Palazzo Salerno (chiamato così perchè residenza privata inizialmente del principe Salerno figlio di Ferdinando IV) e Palazzo dei Ministri, oggi Palazzo della Prefettura. Dopo il 1860 con l'Unità di Italia la piazza prese il nome di Piazza del Plebiscito. Al centro della piazza troviamo due statue equestri di Carlo III e Ferdinando I costruite dal Canova e finite dal suo allievo Calì dopo la morte del suo maestro.

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