Giovanna Fra

 Royal Palace of Caserta  - Viale Douhet, 2/a - Caserta
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Informazioni generali

Adesso vorrei parlarti di Giovanna Fra. Questa straordinaria artista si è diplomata in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, con una tesi su John Cage e il rapporto tra arte e musica nel ’900. Studia restauro conservativo tra Milano e Venezia. Espone per la prima volta nel 1991 al Bar Jamaica di Brera a Milano. Tantissime le mostre in sedi pubbliche e private di cui fa parte “Tempus-time”. Nel 2015 è invitata alla manifestazione di beneficenza “Convivio” a Milano e alla collettiva “Nothing is real”, M.A.O. (Museo d’Arte Orientale) di Torino, segue la personale “Lo Do La Fra” a Palazzo Coveri, Firenze. In occasione della personale “Paesaggi sonori” alla galleria Rotta Farinelli di Genova presenta il catalogo (Skira ed.) a cura di Luca Beatrice e Vittorio Sgarbi. Nel 2016 presenta “Texture” presso il Museo Nazionale d’Albania di Tirana e partecipa alla collettiva “The Real Face” a Villa Fravelli a Imperia, un omaggio alla figura di David Bowie. Sue personali, inoltre, alla Galleria Armanda Gori di Prato e al Centro Steccata di Parma. Comincia la collaborazione con le Gallerie Allegrini di Brescia e Deodato Arte di Milano con le quali presenzia a nume- rose fiere d’arte. Recenti sono le installazioni luminose al Castello Visconteo di Pavia dove ce- lebra i suoi 25 anni di carriera e nell’ambito del Festival estivo presso la Fortezza Santa Barbara di Pistoia.
 Nello stesso anno viene invitata a partecipare al Friendship project nel pa- diglione della Repubblica di San Marino per la 57° edizione della Biennale di Venezia. Giovanna Fra è tra le artiste più significative della cultura contemporanea italiana. La sua arte che sembra un ritorno ai primordi sgorga direttamente da un sentimento violento e passionale che l’artista ha per il mondo intero, tramite immagini che tentano di scomparire, di annullarsi. L’artista di Pavia, ha un carattere estremamente poliedrico. La pittura è infatti solo un aspetto della sua multiforme pratica, i cui progetti includono e mescolano in libertà anche scultura, musica e fotografia che spesso ingrandisce smisuratamente manipolando poi a mano i particolari. Sulle sue tele si intravedono forme e silhouette vagamente antropomorfe che esprimono i tormenti indubbi del suo animo. Figure quasi musicali che sulla tela appaiono e scompaiono, armonizzano e disturbano. L’arte della Fra infatti andrebbe anche ascoltata oltre che vista, perché il linguaggio artistico si proietta in continue partiture scandite da ritmi che si alternano. Fra ci ricorda che il suono non sempre è armonico, può anche essere disarmonico, astratto o improvvisato come nella musica jazz, improvvisato come il segno della pittrice che seguendo il suo istinto primordiale trasforma l’impulso in segno. Sperimentando materiali sempre diversi, Giovanna Fra ha radicalmente modificato il suo lavoro negli ultimi anni, quando ha superato quella ricerca segnico-gestuale, durata a lungo, che l’ha posizionata nell’eredità culturale dell’informale. Come molti artisti delle generazioni più recenti si è posta serie domande sul destino della pittura o, meglio, su come la pittura oggi possa rivendicare il diritto di cittadinanza a confronto con tecniche e linguaggi imposti dall’avanguardia. Non esiste una ricetta particolare né una sola condizione applicabile, eppure è certo che la pittura del terzo millennio si deve contaminare ed entrare senza paura nell’immenso archivio digitale a disposizione di tutti. Eppure, mai dimenticandosi di essere una pittrice, Giovanna ottiene il risultato finale soltanto attraverso la manipolazione manuale delle proprie pennellate in un percorso a ritroso dal time ritorna al tempus. In ciò sta la contemporaneità della sua pittura: conoscere il presente, farsene affascinare senza diventare vittima del contingente e della cronaca.

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Annalisa Lambiase 11/06/2018

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