Tempus-Time

 Royal Palace of Caserta  - Viale Douhet, 2/a - Caserta
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Informazioni generali

Ciao sono Annalisa ed oggi ti accompagnerò alla scoperta di Tempus Time, la mostra di Marco Lodola e Giovanna Fra. Il titolo della mostra è un voluto riferimento al tratto di congiunzione che Marco Lodola e Giovanna Fra, grazie alle loro opere, creano fra il Tempus, la dimensione temporale legata all’antichità, al classico, alla storica sede espositiva e il Time, sintesi del mondo contemporaneo. Lodola, artista eclettico, cala i suoi personaggi in un’atmosfera indefinita, in un mondo fortemente cromatico per comunicare immediatamente il suo messaggio. Giovanna Fra esprime nelle sue opere l’amore per la vita, per i suoi colori e la sua luce. Sono proprio questi i punti di contatto dei due artisti. Ma perchè il nome Tempus Time? I greci antichi chiamamvano kronos il tempo a indicare uno scorrere così lento che si poteva misurare. I latini lo trasformano in tempus e non riuscendo ad attribuirgli un genere preciso –non sappiamo se tempo sia maschile o femminile – optarono per il neutro. Nel presente, il termine inglese time significa soltanto il tempo cronologico e non quello climatico (weather) che invece si equivale in italiano. Parlando d’arte, tempus corrisponderebbe all’antichità e al classico, mentre time si adatta perfettamente alla sintesi del contemporaneo. Eppure questi due termini possono entrare in conflitto, aprire una crisi nei propri originali significati. Su tale slittamento si regge la mostra nella Reggia di Caserta, una delle dimore storiche più belle e importanti d’Italia. La residenza reale più grande del mondo, edificata dai Borbone a partire dal 1752 e affidata all’architetto Luigi Vanvitelli cui succedette nel cantiere, dopo la morte nel 1773, il figlio Carlo. Il desiderio di contaminare la bellezza classica del passato con la sperimentazione del presente è sempre più frequente nell’organizzazione delle mostre. Dialogare con stucchi, decorazioni, pitture di genere e, soprattutto, con un’architettura di inestimabile pregio può costituire infatti una sfida ardua eppure affascinante per gli artisti contemporanei, a partire dall’utilizzo di materiali anomali che solo da poco sono entrati nel novero appunto dell’artisticità. Senza contare volumi, cubature e l’immensità di un parco che farebbe spaventare chiunque. Realizzare un cortocircuito visivo tra il tempus e il time, ovvero il passato e il presente, è rischio che l’arte di oggi sente di correre con sempre maggior frequenza. Ora, in particolare, tra pittura, elaborazione digitale, plastica e luce. La mostra di Marco Lodola e Giovanna Fra si inserisce nell’importante storia del rapporto della Reggia di Caserta con l’arte contemporanea e con la variegata polifonia dei suoi linguaggi, un dialogo lungo e intenso che si è rinnovato costantemente nel corso degli anni nel confronto continuo e forte, sentito tra epoche e stili, che rende sempre attiva e feconda la vita di uno spazio museale così significativo. In questo contesto, le opere degli artisti hanno il potere di rendere ancora più affascinante la visita alla Reggia, aumentando l’emozione del percorso attraverso i suoi tanti capolavori e amplificando il senso di mistero e di stupore che nasce grazie all’intreccio dei suoi splendidi spazi architettonici, delle sue decorazioni e delle sue collezioni. Gli antichi e magnifici ambienti della Reggia di Caserta sono uno scenario perfetto per queste opere multicolor, creando un contrasto armonico tra la magnificenza dell’architettura e la contemporaneità delle opere.

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Annalisa Lambiase 11/06/2018

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