Pinze

   - Via de Ruggiero Trotula, 23, 84121 Salerno SA - Salerno
0

Informazioni generali

Strumenti metallici utilizzati dai chirurghi sin dall'antichità per afferrare e stringere i tessuti: ne sono state ritrovate numerose negli scavi archeologici, di dimensioni diverse per lunghezza e spessore. Erano usate per sollevare i margini delle ferite o dei tessuti durante gli interventi operatori, per afferrare ed estrarre i corpi estranei, per aiutare l'opera dell'ago. Di varietà notevoli, con estremità a punta o ricurva, lisce o dentate, è difficile dire per quale intervento chirurgico servisse ognuna di esse. Molte pinze di piccole dimensioni certamente avevano funzione depilatoria o comunque di uso oculistico. Oggi è possibile osservarle in molti musei. Utilizzate dagli Arabi e durante il medioevo, sono ben descritte dal chirurgo Andrea dalla Croce (XVI sec.) nella Chirurgia universale, che ricorda come venissero chiamate vulsellae dagli antichi e pigicaroli o pincicarole ai tempi suoi. Si distinguono in pinze da dissezione, pinze emostatiche e pinze da presa. Le pinze da dissezione servono per afferrare i tessuti e per agevolare il passaggio degli aghi da sutura e si distinguono a loro volta in pinze anatomiche e pinze chirurgiche. Le prime hanno punta smussa e sono rigate; le seconde presentano dei dentini ad incastro (pinza di Durante a dentini multipli-F. Durante (1845-1934), anatomico e chirurgo romano. operatore di tumori). Le pinze emostatiche si utilizzano per bloccare temporaneamente la fuoriuscita di sangue e sono provviste di una cremagliera che le mantiene chiuse, mentre con una leggera pressione delle dita sugli anelli dell'impugnatura è possibile aprirle. La pinza ad incastro fu ideata per la prima volta intorno al 1850 dal chirurgo francese J. E Pean (1830-1898), esecutore della prima ovariectomia con successo. Seguì nel 1878 la pinza del chirurgo svizzero T. Kocher (1841-1917), primo operatore di una tiroidectomia con successo. Queste pinze differiscono tra loro per lunghezza, sottigliezza delle branche prensili, forma delle estremità e per la presa che può essere retta o curva. Le più note sono la pinza di estremità smussa, la pinza di Kocher a estremità dentata, la pinza di O’ Shaughnessy e di Satinsky a estremità curva (la prima è più lunga). Le pinze da presa si utilizzano per afferrare la pelle o i visceri. Le pinze Backhaus servono per fissare i teli del campo operatorio, le pinze di Chaput e leggermente bloccare le bocche anastomotiche dei vasi da suturare (hanno branche legegrmente curve, con dentini all'estremità: la prima è più corta), le pinze ad anelli di Duval con due anelli alle estremità per una presa dedicata.

Audio guides (0)

Nessuna audioguida registrata.

Commenti (0)

Nessun commento inserito.