Mortai da Farmacia

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Informazioni generali

ll significato della parola 'mortaio' è duplice, inteso sia come mortaio da cucina che come mortaio da farmacia. Quest'ultimo è servito fino a non molti decenni or sono per pestarvi e rendervi finissima polvere le più eterogenee sostanze minerali, vegetali o animali. Il mortaio di pietra sembra sia il più antico arnese impiegato per triturare, precedente anche la mola da macinare le granaglie. Si conoscono comunque sin dal medioevo antico mortai di porfido, granito o semplicemente di calcare compatto. Mortai di pietra sono oggi diffusi in Sud America, mentre in Indonesia prevalgono mortai di usati per pestarvi il riso o foglie medicamentose. Mortai in alabastro o in onice furono impiegati dagli antichi Egizi per la preparazione di medicamenti e di prodotti cosmetici, pestandovi con un bastoncino d'avorio di osso mi o pigmenti mescolati ad olio. Alcuni di questi di pregevole fattura sono conservati al Museo del Louvre a Parigi. In Grecia e a Roma furono preferiti i mortai di bronzo, citati da Plinio e dai “farmacologi” dell'epoca. Dal Medioevo in poi il mortaio è stato sempre un accessorio maggiormente presente tra gli utensili di cucina e fra quelli di farmacia, ancor prima dell'avvento alchimisti. Ma è soprattutto dal Rinascimento che abbiamo gli esempi più belli mortai, cesellati con raffinata abilità da grandi artisti. Ed è proprio nell'arte che il mortaio ha un posto ben individuato. Basta ricordare il famoso mortaio “pestapepe” di Melozzo da Forli, conservato nella Pinacoteca di questa città: un mortaio di grandi dimensioni, a bocca svasata all'esterno, con il pestatore in piedi che manovra il grande pestello con ambo le mani. Numerose incisioni e dipinti di varie epoche illustrano ambienti di farmacia e laboratori alchemici, in cui il mortaio ha una posizione centrale. Nei secoli successivi XVIII e XIX i mortai da farmacia acquistano aspetti a volte più frivoli, a volte più semplici: sono prodotti in bronzo o in pietra, ma anche in legno. Con l'avvento dell'industria farmaceutica del XX secolo e della produzione industriale delle medicine, il mortaio lentamente scompare dal laboratorio del farmacista per diventare un illustre pezzo museale e ricercato elemento di specifiche collezioni. Di queste ultime tra le italiane si ricordano la collezione Alda Bergna di Milano, la collezione Castelli di Siena, quella del Castello Sforzesco di Milano ed infine, vastissima e prestigiosa, la collezione del Museo Storico Nazionale dell'Arte Sanitaria.

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