Pneumotorace Terapeutico

   - Via de Ruggiero Trotula, 23, 84121 Salerno SA - Salerno
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Informazioni generali

Con tale dizione s’ intende una metodica medica consistente nell’ introduzione di aria nel cavo pleurico al fine di collassare il polmone affetto da tubercolosi e consentire con riduzione del movimento respiratorio la chiusura e la guarigione delle caverne tubercolari. L'idea e la realizzazione di tale procedura si deve a Carlo Forlanini che nel 1882 in una serie di articoli apparsi sulla "Gazzetta degli Ospedali" propone la creazione artificiale di uno pneumotorace per consentire l'immobilizzazione del polmone e di conseguenza la guarigione del processo tubercolare. E' convinto infatti che le ulcerazioni tubercolari del polmone siano legate all’incessante movimento dello stesso. Nel 1888 esegue il primo pneumotorace in un soggetto portatore di tisi polmonare monolaterale e nel 1894 al Congresso Internazionale di Medicina tenutosi a Roma presenta i primi due casi di tubercolosi curati con successo con la nuova metodica. Nel 1912 al Congresso Internazionale sulla Tubercolosi svoltosi a Roma, Forlanini presenta la celebre relazione su 163 casi trattati con esito favorevole. E’ la consacrazione del metodo e del suo inventore. Si affianca nel frattempo al Maestro una Scuola efficiente ed entusiasta (Carpi, Morelli, Varisco, De Gradi, Riva, Rocci)e si va consolidando all’estero una schiera di sostenitori: Dumarest in Francia, Brauer in Germania, Jaquerod in Svizzera, Saugman in Germania, Murphy negli Stati Uniti. Si risolvono intanto una serie di problemi legati all'applicazione tecnica: scelta del gas da introdurre nel cavo pleurico (si decide per l'aria), controllo dell’introduzione, dosaggio. Si perfezionano le apparecchiature per la condotta al fine di ridurre la pericolosità del metodo: apparecchio di von Murat a serbatoi fissi, di Murphy a serbatoi mobili, di Kuss, di Carpi, di Hirsch. Alla fine viene accettato l'apparecchio suggerito da Morelli nel 1917, che permette il controllo delle variazioni tensive e l’aspirazione spontanea dell'aria nel cavo pleurico per regime pressorio negativo presente in esso. Nel 1932 H.C. Jacoboeus risolve anche il problema delle aderenze pleuriche, serio ostacolo per la realizzazione di una corretta condotta di cura, con la galvanocauterizzazione per via pleuroscopica. La metodica si diffonde dopo la prima guerra mondiale di fronte alla spaventosa mortalità tubercolare incidente di quegli anni, unitamente ai presidi chirurgici che vanno affiancandosi alle proposte terapeutiche. Allievo di Forlanini e ideale continuatore del metodo Eugenio Morelli, la cui vita è spesa nell’imporre agli studiosi italiani e del mondo la pratica medica d collassoterapia. In un'epoca di totale mancanza di mezzi di offesa contro il bacillo di Koch, lo pneumotorace è l'unica possibilità di vita e dà nuovo vigore alla scienza tisiologica. Nei primi decenni di applicazione i risultati in guarigione definitiva raggiungono il 30%, ma successivamente, affinandosi e procedendosi a un’accurata selezione dei casi, tale percentuale sale sensibilmente. A Napoli la scuola di Monadi raggiunge successi altissimi (8590%)sposando lo pneumotorace, perfezionato con Jacoboeus, con i primi farmaci antibatterici scoperti contro la tubercolosi (streptomicina 1994intanto, isoniazide 1953) mentre rende attuabile lo pneumotorace dove son iazide 1953). L'avvento dei chemioantibiotici, intanto, mentre rende attuabile lo pneumotorace dove era applicabile, ne restringe anche il campo di applicazione. L'introduzione nella terapia antitubercolare dell’etambutolo nel 1961 e della rifampicina nel 1966 determinano il graduale abbandono del trattamento fisiomeccanico, che di fatto viene accantonato sul cadere degli anni '60.

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