L'elettroterapia

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Informazioni generali

Si definisce elettroterapia l'utilizzazione di impulsi elettrici fatti passare attraverso parti del corpo umano al fine di ottenere effetti terapeutici. Si conosce l’ “elettroterapia” vera e propria e la “ionoforesi”. Con la prima si impiega la corrente alternata a scopo eccitomotorio, riabilitativo muscolare, riducente gli edemi e riattivante la circolazione sanguigna, mentre la “ionoforesi”, a corrente continua o galvanica, consente la penetrazione di farmaci attraverso la cute. I greci e i romani conoscevano, anche se in modo grossolano, il fenomeno del magnetismo, avendo osservato che alcune pietre di Magnesia, zona della Tessaglia in Grecia, avevano il potere di attrarre il ferro. Scibonio Largo nel I sec. d.c. prescrive per la cura della gotta l'impiego di torpedini nere sotto piedi. Ma l'elettroterapia vera e propria nasce nel Settecento con gli approfonditi studi sull’ energia elettrica condotti da Alessandro Volta e Luigi Galvani in Italia. Ma prima ancora di questi vanno ricordate le ricerche avviate da eminenti studiosi come Robert Boyle (1626-1691) sulla permanenza dell’attrazione e della repulsione, di Otto von Guericke (1602-1686), costruttore di una macchina elettrostatica, Stephen Grey, sulla conducibilità dei corpi, ed ancora di Johann Winkler e dell’abate Jean Nollet, considerati i pionieri delle conoscenze sull'elettricità. In questo secolo si costruiscono svariate macchine a sfregamento per la produzione di elettricità e tra queste la cosiddetta bottiglia di Leida, un condensatore capace di produrre forti scariche elettriche, utilizzato in varie malattie neuromuscolari come le paresi facciali e le malattie febbrili. Fautore della terapia elettrica è tra gli altri il medico Jean Paul Marat (1743-1793), noto per essere stato uno dei capi della rivoluzione francese, assassinato da Carlotta Corday. Questi nel 1782 pubblica un libro: Recherches physiques sur l’electricité, in cui ne dimostra l’efficacia in campo medico. Anzi nell’anno successivo lo stesso ottiene una medaglia d'oro dall'Accademia Scienze e Belle Arti francese per una memoria, nella quale sostiene la validità di tale energia con la semplice applicazione di due elettrodi sui punti opportuni nei casi di gotta, sciatica ed edemi. Si tratta di applicazioni pratiche, che sfruttano la scoperta dell’elettricità biologica illustrata d Luigi Galvani (1737-1798) con il famoso esperimento sulla zampa di rana, nonché della pila di Alessandro Volta (1745-1827, il quale ultimo pur non essendo medico, tenta in più occasioni la guarigione di alcune malattie dell’udito per mezzo di questa nuova energia… R. Boyle (1627.1691) comunque molto tempo prima aveva fatto già il punto sulle conoscenze elettriche ai suoi tempi in un libro Production of electricity e prima ancora di lui il fisico tedesco Johann Heinrich Winkler (1703 1770) aveva realizzato una macchina elettrostatica a strofinio sviluppante una forte scarica elettrica. Ed ancora l'abate Jean Antoine Nollet (1700 1770) aveva effettuato vari e promettenti esperimenti sull'elettricità, consegnati nelle Lettres sur l’electricite. Nel ‘700 l'elettricità era quindi abbastanza nota, tanto che alcuni medici avevano aperto addirittura degli studi per la cura della paresi della paralisi, come un certo De Sans a Parigi e come Cristian Kratzenstein (1723-1795) in Germania. In merito vanno ancora ricordate le ricerche del padovano Giovanni Pivati (16891764) sull’ azione benefica di alcune sostanze odorose contenute in vasi elettrizzati. Ma l’effettivo contributo all’elettroterapia è dato nel sec. XIX da Michael Faraday (1791-1867) con la scoperta dell’ induzione elettromagnetica e da Guglielmo Duchenne de Boulogne (1806-1875) neurologo francese, padre del elettrofisiologia e dell’elettroterapia. A questo ultimo si deve la tecnica non invasiva della stimolazione muscolare attraverso una scossa faradica sulla pelle (electrisation localisée) nonché i risultati di una mole di studi consegnati in letteratura nel 1867 con l'opera: Physiologie des mouvements demontrèe à l'aide de l’expèrimentation électrique et de l'observation clinique, et applicable a l’étude des paralysies e des déformations. Dopo i decisivi contributi di Galvani e di Volta l'elettroterapia conosce un notevole sviluppo specie in Italia. Tra i fautori va segnalato Giovanni Aldini (762-1834), nipote di Galvani, noto per gli studi sui rapporti tra funzione muscolare ed elettricità, ed ancora Grumelli, Erb, Remak, Marianini, Schoen e altri. Ulteriori e numerose ricerche si sono susseguite nel secolo XX. Von Zeynech nel 1899, nonchè Otto Nuh e Karl Franz Nagelschmidt agli inizi del '900 introducono la "diatermia” sfruttando gli ultrasuoni; Tesla e d' Arsonval le correnti ad alta frequenza; Francis, Garrat e Bird utilizzano la corrente elettrica per l'anestesia dentaria: Leduc dimostra la possibilità di far passare gli ioni medicamentosi attraverso la cute (ionoforesi). Nemec infine nel 1950 propone la corrente interferenziale, mentre nel 1970 si fa strada la TENS in elettroanalgesia (Melzack e Wall). La TENS ovvero Transcutaneous Electrical Nerve Stimulator è uno strumento che stimola i nervi attraverso la produzione di scariche elettriche ed è usato nella terapia del dolore.

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Annalisa Lambiase 31/07/2018

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