Il Clistere

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Informazioni generali

Il clistere è una procedura con la quale un apposito strumento s'introduce attraverso l'ano dell’intestino retto del liquido medicamentoso a scopo evacuativo purificativo o lavativo. L'origine dell'invenzione dell'apparecchio, una siringa di stagno detta anche 'serviziale', è discussa. Alcuni studiosi l'attribuiscono al famoso chirurgo arabo Albucasis, vissuto a Cordova nel X secolo; altri al medico vercellese Marco Gattinara, professore di medicina a Pavia Del XV secolo. Prima dell'invenzione della siringa era in uso “la borsa per clisteri” una specie di vescica legata a una cannula, strumento che richiama molto le nostre perette di gomma. La pratica del clistere era frequente nell'antichità. Lo storico greco Erodoto scrive che gli egizi lo usavano una volta al mese a scopo di pulizia. Ippocrate in due suoi libri: Sulla dieta salubre e Delle malattie lo raccomanda per espellere gli umori nocivi. Allo stesso modo è consigliato da Paolo d'Egina, medico bizantino vissuto ad Alessandria nell’ VIII secolo. Ma il vero abuso del clistere, la 'siringa', fu nel XVII secolo, specialmente in Francia. Bouvard, medico di Luigi XIII, racconta che al re ne furono eseguiti ben 212 in un solo anno. Da un diario della salute di Luigi XIV, tenuto da medici, ne sono annotati un numero elevatissimo. Si vuole ancora che M.me de Maintenon, la famosa amante del re Sole, si facesse applicare un clistere durante la rappresentazione di una commedia. Sembra ancora che le dame della reggia di Versailles si facessero clisterizzare addirittura alla presenza dei gentiluomini di corte. La bella Ninon de Lenclos, cortigiana d'alto bordo francese e ispiratrice del filosofo Voltaire, sosteneva che il clistere fatto tre o quattro volte al giorno con acqua al fior d’arancio essenza di rosa o di bergamotto, mantenesse la pelle fresca e bianca. Il clistere veniva applicato diluendo nell'acqua medicamenti diversi (di solito infusioni di fiori, foglie, semi e frutti di varie erbe medicinali) secondo le finalità terapeutiche perseguite, per cui si avevano clisteri aster purganti, analgesici, antinfiammatori, astergenti, carminativi, ecc.) Ambroise Parè, il celebre chirurgo francese del '500 descrive un apparecchio da lui costruito che consentiva alle donne di praticarsi il clistere da sé stesse, salvando in tal modo il proprio pudore. Un estimatore del clistere fu Francesco Redi, poeta e medico del granduca di Toscana, vissuto nel XVIl secolo. Nei “Consulti medici” un'antologia di consultazioni da lui tenute presso vari pazienti lo suggerisce con frequenza, ammonendo nello stesso tempo di mantenere un'alimentazione sobria. Ricorda infatti che “è sempre meglio stuzzicare la stalla che la cucina”. Restano celebri le frasi suggerite ai suoi pazienti: “Non si scordi lo frequenza di serviziali almeno un giorno si e uno no”; “i clisteri non saranno mai troppi”; “una cosa degna d’essere usata frequentemente è il solo serviziale”. Il clistere voluto dal Redi è preparato con sola acqua semplice “chè non s’ isfonde le budella ed è privo di quei tanti ingredienti misteriosi”. Questo singolare trattamento medico è particolarmente satireggiato da Moliere nella commedia "ll Malato immaginario” dove assistiamo Argante (il malato), che, rifiutandolo sdegnosamente, nonostante sia stato ordinato dal dottor Purgone, manda via il farmacista che sta per praticarglielo.

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Annalisa Lambiase 27/07/2018

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