I Barbieri Chirurghi

   - Via de Ruggiero Trotula, 23, 84121 Salerno SA - Salerno
0

Informazioni generali

É probabile che sin dall'antichità praticoni e mestieranti abbiano esercitato la professione del medico e soprattutto di chirurgo, non esistendo corsi di studi né esami di laurea: l’arte era appresa in via empirica e svolta senza avalli scientifici e/o autorizzazioni statali. Ma la vera bassa chirurgia itinerante, condotta da empirici illetterati, appare in auge soprattutto nel medioevo e in specie tra l'XI XII secolo, in parte perché viene meno la medicina monastica, preminente nell’alto medioevo dell'occidente cristiano, in parte perché rifiutata dalla maggioranza dei medici, ritenendola arte meccanica vile e quindi non degna di un professionista. Tra i tanti rozzi praticoni emergono soprattutto barbieri cerusici, spesso ambulanti (circulatores) che percorrono il territorio, attraversano villaggi e campagne, si spostano di castello in castello, dovunque proponendo e praticando manovre operatorie ritenute riprovevoli dagli ecclesiastici e disdicevoli dai medici. Decisamente privi di una elementare educazione sanitaria, digiuni di conoscenze umanistiche, praticamente analfabeti, basano le proprie cognizioni su una superficiale osservazione anatomica, anche se non avulsa dalla esperienza personale. Sono i delegati della bassa chirurgia, che, respinta dalla medicina aulica, si sviluppa nelle loro mani con ardita perizia nell'esecuzione di salassi, estrazioni dentarie, incisioni di ascessi, medicazioni di ferite, riduzioni di fratture e lussazioni. Nel XIII secolo la frattura tra scienza medica e tecnica operatoria si aggrava e si consola. Le cattedre universitarie snobbano la patologia chirurgica, che viene abbandonata ai barbieri rimasti oramai padroni del campo. Con il contemporaneo rifiorire della chirurgia scientifica tra il XII-XI secolo (Ruggiero di Salerno, Rolando da Parma, Ugo e Teodorico de Borgognoni di Bologna, Guglielmo da Saliceto, i francesi Lanfranco, Guy de Chauliae, Henry de Mondeville e altri), si vengono a creare tre classi separate di terapeuti: i medici associati alle facoltà di medicina, i chirurghi professionisti e i barbitonsores, assegnatari della bassa chirurgia. Questi ultimi non godono di buona fama anche per i molti danni che producono. La loro attività è considerata un lavoro puramente meccanico, paragonabile a quello dei sarti, pellettieri e di altri artigiani rozzi e illetterati, appreso semplicemente con il guardando fare. La rinascita intanto della chirurgia scientifica ne limita in parte la diffusione, anche se questi comunque sopravvivono e si perfezionano tanto che nel ‘400 e ‘500 compaiono tra loro figure di spicco come Pierre Franco, inventore della litotomia sovrapubica, Ambroise Parè, padre della chirurgia moderna, primo ad abbandonare il cauterio ed a trattare le ferite da armi da fuoco e con criteri razionali ed infine Wuerta, che da una svolta decisiva al trattamento delle fratture e delle lussazioni. Tra 500 e 600 s’ impongono per le loro audaci, ma eccellenti tecniche innovative alcune famiglie di barbieri itineranti, tanto da conseguire meritata fama. Tra questi i Branca di Catania e i Vianeo di Tropea in Calabria, divenuti celebri per l'abilità negli interventi di ricostruzione nasale (rinoplastica), utilizzando frammenti di pelle asportati dall'avambraccio suturando i lembi secondo il metodo celiano. Degne di menzione ancora alcune famiglie umbre di Norcia, Preci e Cerreto di Spoleto, i cui esponentisi evolvono da grossolani empirici a medici "fisici” di grande valore, creatori di strumenti chirurgici originali ed estensori di apprezzati testi e trattati di tecniche operatorie. Si distinguono soprattutto negli interventi di cataratta, estrazione di calcoli vescicali ed elementi dentari. Una rifioritura di questi barbieri chirurghi girovaghi si ha tra XVII e XV secolo, che, pur non incontrando il favore dei cattedratici, sono apprezzati per la validità delle prestazioni. Si segnalano particolarmente i cavadenti di Cerreto, i cerretani, per la straordinaria destrezza e rapidità nell' asportazione dei denti guasti. Nel medioevo la valigetta che accompagnava il barbiere doveva prevedere una pinza, un rasoio, una sonda, delle lancette, degli aghi e cinque unguenti ad azione maturativi, astringente e cicatrizzante: unguento apostolico, l'unguento aureo, l'unguento basilico, l'unguento bianco e l'unguento di altea. Le conquiste della medicina scientifica e soprattutto della chirurgia del XIX secolo, unitamente ai progressi dell'organizzazione sanitaria, accelerano la rarefazione di figure singolari e stravaganti della storia dell'arte salutare: stravaganti, ma a volte anche benemerite nei momenti più oscuri del percorso evolutivo dell'umana società. Nel luminoso cammino della storia della medicina non resta oggi che una pallida traccia del loro passato.

Audioguide (1)

Annalisa Lambiase 31/07/2018

Commenti (0)

Nessun commento inserito.