Stanze dell'Autunno-Inverno-Estate

Le stanze dell' Autunno, dell'Inverno e dell'Estate sono solo tre stanze delle 1.200 presenti nella Reggia di Caserta...
 Royal Palace of Caserta  - Viale Douhet, 2/a - Caserta
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Informazioni generali

Ora vorrei parlarvi delle tre stanze per me più interessanti della Reggia che ho scelto tra le 1.200 presenti. La prima che che incontriamo è la stanza dell’autunno. La stanza dell’autunno, che negli inventari del 1799 viene definita come la “Stanza appresso a quella dell’udienza”, è collocata dopo la stanza dell’Estate. La stanza presenta affreschi sulle sovrapporte e sopraspecchi, che rappresentano figure mitologiche. A partire da sinistra vediamo: Cecere, Allegoria di Diana, Vulcano, Allegoria di Saturno, Giunone, Allegoria di Apollo, Nettuno ed Allegoria di Marte. Tra queste figure, quelle che saltano all’occhio del visitatore sono Nettuno, dio dei mari che si riconosce dal tridente e Apollo, il dio del sole, affiancato da un carro. Queste figure sono opere di Gaetano Storace e sono state realizzate nella seconda metà del XVIII secolo. Al centro del soffitto, quindi spostando gli occhi in alto, si nota il capolavoro “L’incontro tra Bacco e Arianna”, opera di Antonio Dominicis, che rappresenta l’incontro di Bacco, dio del vino, e Arianna, figlia del re di Creta. Arianna abbandonata da Teseo, si incontrò con Bacco e divenne sua sposa. L’abbellimento è stato realizzato con la lavorazione di legno tinto bianco con intagli dorati e tre consolles con piano in marmo di Vitulano. I lavori di intaglio e le fasciature in legno e piombo, furono realizzate da Gennaro Fiore, sempre nella seconda metà del XVIII secolo. In questa stanza si possono ammirare anche nature morte sempre del XVIII, dipinte da Giacomo Nani, Tommaso Realfonso e Gaetano Lopez. Infine le dorature e le dipinture dei fondi, furono eseguite da Bartolomeo di Natale. I lavori di decorazione furono terminati tra il 1780-1784. Ora vi parlerò della stanza dell’inverno che viene dopo la stanza dell’Autunno. La stanza dell’Inverno nell’inventario viene definita “Stanza dove si spoglia e veste S.M. il Re”. La stanza presenta affreschi sulle sovrapporte, realizzati da Girolamo Starace. Le figure rappresentate sono: Marte, Diana, Saturno, Apollo, Mercurio, Venere e Giove. Le figure mitologiche rappresentano una loro funzione, vediamo ad esempio tra gli altri Giove, re degli dei, che sta per scagliare un fulmine contro gli umani. Con gli occhi verso l’alto, al centro del soffitto, si nota il capolavoro “Borea rapisce Orizia”, di Fischetti. Il mito racconta che Borea, uomo barbuto e alato che rappresenta il vento del Nord, innamorato di Orizia, figlia del re Eretteo, re di Atene, gli chiese la mano della figlia parecchie volte, ma Eretteo lo tenne a bada con varie promesse. Borea vide la fanciulla che danzava ne pressi del fiume Illisso, e la rapì. La fece diventare sua moglie e da lei ebbe diversi figli. Borea successivamente aiutò gli Ateniesi nella guerra contro i persiani, che per ringraziarlo gli eressero un tempio sulle rive dell’Illisso, dove si dice abbia rapito Orizia. I dipinti alle pareti sono opere di Jacob Philip Hackert, commissionategli dal Re di Napoli, Ferdinando IV di Borbone. Dalla sinistra si ha: Esercitazioni militari a Santa Maria della Piana, nei pressi di Sessa Aurunca; Caccia nel Cratere degli Astroni, Caccia al cinghiale di Ferdinando IV a Calvi, Caccia al cinghiale dal Ponte di Venafro ed infine Esercitazioni militari a Gaeta il 19 maggio 1787. La stanza è stata abbellita con sedie e divani, in legno bianco e oro, opere realizzate da Nicola e Pietro di Fiore. In ultimo al centro della stanza, troverete un tondo con piano in pietre dure su disegno di Gaspare Mugnai, direttore del Laboratorio Reale di Pietre Dure. La terza e ultima stanza di cui vi parlerò è la sala dell’Estate. La sala dell’Estate è collocata dopo la Sala della Primavera e prima di quell’Autunno. La sala dell’Estate è definita negli inventari come la “Stanza dove dà udienza il re” e come tutte le altre stanze della Reggia di Caserta, sulle pareti, sovrapporte, sopraspecchi e soffitto, è affrescata da capolavori. Sulle sovrapporte si possono ammirare i capolavori di Giovan Battista Rossi, documentato a Caserta Nuova tra il 1749-1782 che raffigurano le Arti Liberali. Una delle sovrapporte reca l’allegoria dell’Astronomia che però è senza costellazioni. Alle pareti si trovano i quadri del pittore austriaco Hickel, che raffigura i due principini di Maria Teresa di Borbone, primogenita di Ferdinando IV e Maria Carolina. Il soffitto è affrescato dal capolavoro di “Proserpina che durante l’Estate ritorna dal regno dei morti alla madre Cerere” di Fedele Fischetti. Il tema mitologico allude ancora una volta al ciclo delle Stagioni. Figlia di Cerere, dea della terra e della fertilità, Proserpina fu rapita da Plutone, dio degli Inferi. Dopo che la madre ebbe chiesto a Giove di farla liberare, Proserpina poté ritornare in superficie a patto che trascorresse sei mesi di ogni anno con Plutone. Cerere faceva calare il freddo e il gelo durante i mesi in cui la figlia era assente, come segno di dolore, per poi far risvegliare la natura con l’avvento della primavera e dell’estate, mesi in cui Proserpina poteva far ritorno da sua madre sulla Terra. L’arredo della sala è composto da angoliere e consolles con ripiano di marmo di Mondragone, opera di Gennaro Fiore (seconda metà del XVIII sec.), impegnato anche nella realizzazione delle fasciature e degli intagli in stagno e piombo che incorniciano le pareti della sala. Le dorature e le dipinture dei fondi furono eseguite da Bartolomeo di Natale (documentato a Caserta negli anni ottanta del XVIII sec.). Al centro della sala è posto un tavolino con piano in legno pietrificato in stile neobarocco, disegnato e lavorato dal Real Opificio Pietre Dure diretto da Giovanni Mugnai.

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Museolo 12/07/2018
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