Scalone d'onore

 Royal Palace of Caserta  - Viale Douhet, 2/a - Caserta
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Informazioni generali

Appena entrati all’interno della Reggia di Caserta la maestosità dell’opera vanvitelliana riempie gli occhi di bellezza. Immense colonne di marmo si fanno strada fino all’ingresso del parco, mentre ai lati i vari cortili interni permettono di ammirare il cuore del palazzo. Nulla sembra essere stato lasciato al caso o realizzato con superficialità. Ogni dettaglio doveva essere una chiara testimonianza del dominio borbonico. E tra le opere che più colpiscono c’è l’immenso scalone d’onore. Lo scalone d’onore è forse una delle opere più felici del Vanvitelli nella Reggia di Caserta. La prima sezione è una gradinata ricavata da un unico blocco di marmo. Ai lati primeggiano due sculture che ritraggono dei leoni che simboleggiano la forza della ragione e delle armi. Queste sculture vennero realizzate da Paolo Persico e Tommaso Solari. Lo scalone si divide quindi in due blocchi che conducono all’ingresso delle stanze. Le tre statue che dominano la scena trasmettono un preciso messaggio voluto dallo stesso Vanvitelli e portano la firma di Solari, Andrea Violani e Gaetano Salomone. L’intera opera è considerata un mix perfetto tra classicismo e tardo barocco, mentre il sistema di finestre consente di avere lo scalone ben illuminato gran parte della giornata. Vanvitelli introduce le tre statue dello scalone d’onore della Reggia con queste parole: «Tra molti soggetti che si possono adattare a questo progetto, questi tre sono stati scelti perché sembravano più adatti. Due sono i soliti motivi per cui i sudditi chiedono udienza al re: uno è per chiedere protezione, l’altro è per pretendere incarichi. Ma siccome tra quelli che vanno a lamentarsi a volte ci sono anche i calunniatori, come coloro che hanno pretese sfacciate, così per tenerli lontani dalle orecchie del Principe, fin dall’inizio della scala essi sono avvisati di non venire a diffamare nessuno, né che venga a pretendere qualcosa se lui stesso non ha alcun merito, perché la Maestà del Re, giusta giudice del vero, e del merito, non si lascerà incantare da loro.» Non si tratta di opere messe lì a caso, ma di una sorta di avviso per chi si recava al cospetto del re. Quella a sinistra, realizzata da Andrea Violani, raffigura Il Merito. Simboleggia appunto il valore delle proprie azioni, perché «più grande è il merito, maggiore sarà la ricompensa». Al centro c’è La Maestà Regia, firmata Tommaso Solari. Il tempo del re era prezioso e «prima di avvicinarti a sua Maestà, rifletti su cosa vieni a pretendere». A destra, invece, domina La Verità, scolpita da Gaetano Salomone. Qui il messaggio era chiaro: «venga avanti la verità, si omettano i peccati veniali, si allontani il falso».

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Museolo 05/09/2018
Museolo 01/06/2018

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