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Informazioni generali

La sedia da estrazione era adoperata dai barbieri cavadenti, questi per lungo tempo furono itineranti come i farmacisti e non tutti possedevano realmente la preparazione e le attitudini per esercitare la professione. Gli operatori ambulanti, che non avevano una sede fissa per il loro esercizio, si trasferivano a cavallo o a dorso di mulo, da un paese all'altro frequentando periodicamente le fiere e i mercati: erano i dentisti del mondo rurale, venditori di droghe e chirurghi improvvisati (i salassi e le avulsioni dentarie erano gli interventi più praticati e meno costosi), in genere tollerati e talvolta anche protetti dalle autorità locali. Nei grandi borghi e nelle città esercitava di preferenza su una pubblica piazza: era il "dentista di professione", vestito con abiti eleganti e a colori vivaci che dall'alto del suo palco, le cui pareti erano tappezzate di diplomi (spesso fasulli) attestanti la sua abilità nell'arte di cavar denti senza procurare dolore, vantava i mirabili pregi dei suoi rimedi e le sue strabilianti capacità operative. Molti si presentavano come allievi dei più noti dentisti dell'epoca, assumevano il nome di altri operatori di fama e si dichiaravano, a seconda delle opportunità, originari di qualsiasi paese. Il paziente veniva sistemato su una sedia o uno sgabello, spesso sul tavolato del palco, a gambe penzolanti, mentre l'operatore agiva alle sue spalle, servendosi dei classici strumenti di avulsione, pellicani, chiavi inglesi, leve). I cavadenti, naturalmente, erano tenuti a pagare le imposte fissate dall'amministrazione cittadina per poter esercitare in pubblico la loro professione, che si basava essenzialmente sulla vendita di elisir, pomate, pozioni, unguenti, balsami contro tutti i mali. Spesso la formula doveva essere preventivamente approvata dai Magistrati alla Sanità, come nel caso di questa ricetta di uno specifico venduto da un cavadenti veneziano nel XVIII secolo: "Polvere odontalgica per imbianchir li denti e conservarli sani di Giovanni Grecij detto Cosmopolita" (1769). Ossa di seppia mezza oncia Pietra Pomice drame sei Cremor Tartaro drame tre Alume bruciato mezza drama Coralli rossi bruciati mezza oncia Perle preparate una drama Mirra una drama Yreos fiorentino due drame Occhi di cancro preparati tre drame Cocciniglia una drama SaI di tartaro uno scrupolo Olio di garofoli trenta gocce Tutto si unisce facendo polvere sottilissima. Del resto la vendita di questo genere di prodotti non era certo appannaggio esclusivo di cavadenti itineranti e ciarlatani di piazza; anche i cosiddetti operateurspour les dents e i dentisti riconosciuti che esercitavano la professione a Parigi e nelle altre grandi città europee, nonostante fossero pochissimi di numero, erano costretti, per integrare i guadagni insufficienti, a svolgere altre attività tra le quali proprio la confezione e vendita di liquori, droghe, polveri dentifricie e di prodotti necessari per l'igiene orale. Evidentemente l'abusivismo professionale doveva pesare in modo notevole sulla categoria, soprattutto dal lato economico. Infatti molti dentisti, non trovando lavoro continuativo ben retribuito, si spostavano di città in città, prendendo il più delle volte dimora presso gli alberghi o le locande meglio frequentate, e pubblicizzando il loro arrivo attraverso la distribuzione di cartoncini nelle vie e nelle piazze o la pubblicazione di inserzioni elogiative sulle colonne delle gazzette e dei giornali locali.

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