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Informazioni generali

​​​Lo speziale nel medioevo era colui che si occupava della preparazione delle medicine, solitamente aveva una bottega, definita spezieria, all'interno della quale effettuava anche attività di vendita delle spezie e delle erbe medicinali. Nella bottega dello speziale si trovavano inoltre i profumi ed essenze, i colori usati in pittura e dai tintori, la cera e le candele, la carta e l'inchiostro. Facendo un salto in avanti , nel 1763 uno studioso sosteneva che le azioni primarie dello speziale fossero pestare, lavare, infondere, cuocere, distillare, comporre i composti e conservarli, conoscere la grammatica e la scienza medica. Nell'ottocento, periodo a cui risale la spezieria esposta, lo speziale doveva conoscere a tutti i costi anche la chimica. Nascono così le prime vere scuole di Farmacia ed è in questo periodo che inizia a tramontare l'antico nome di speziale ed inizia ad imporsi quello di farmacista (cioè colui che esercita l'arte della farmacopea, ovvero della preparazione dei farmaci), ma ancora nel XX secolo troviamo isolate figure di speziali, come quella del celebre Zambuten, a Forlì. Lo speziale resta, dalla sua comparsa sino al momento in cui verrà sostituito dal vero e proprio farmacista, una figura particolarmente legata ad un tipo di medicina ancora popolano in cui è sottile il confine tra scienza e alchimia, a far da prova a ciò i molteplici simboli alchemici presenti nella bottega come la presenza di coccodrilli e serpenti.

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